Sei persone dello staff di Al Jazeera, giornalisti, fotoreporter e operatori, sono stati uccisi nella Striscia in un raid mirato israeliano contro una tenda che ospitava i media a Gaza City. Una delle vittime è Anas al-Sharif, un reporter dell’emittente che Israele ha definito un «terrorista»: era un corrispondente che seguiva quotidianamente il conflitto di Gaza.
Il suo testamento: «Vi affido la Palestina». Shock e sdegno in tutto il mondo per la strage: «I giornalisti non devono essere presi di mira», è la posizione unanime. Il premier israeliano Benjamin Netanyahu sottolinea: «Ci sono ancora migliaia di terroristi, l’obiettivo non è occupare la Striscia ma liberarla da Hamas».
La presidente del Consiglio italiana Giorgia Meloni sente Abu Mazen, «preoccupata» dall’escalation militare: «La situazione umanitaria a Gaza è ingiustificabile e inaccettabile». Interviene anche l’Onu: la malnutrizione acuta a Gaza sta aumentando «vertiginosamente, con oltre 300mila bambini a rischio grave». Il presidente Usa Donald Trump, comunque, insiste: «Hamas non può rimanere a Gaza».











