“Ho pensato di morire, il sangue mi impediva di respirare”. È questo il drammatico racconto della ragazza accoltellata nella metro di Milano. La vittima ha ripercorso i terribili istanti dell’aggressione in Duomo, dove è stata sfregiata al viso da uno sconosciuto dopo una lite per uno sguardo. Successivamente, l’aggressore algerino è stato inseguito e arrestato dalla Polizia locale.
Ragazza accoltellata alla stazione della metro di Milano
La testimonianza della vittima: “Ho pensato di morire”
Indagini sull’aggressione
Ragazza accoltellata alla stazione della metro di MilanoSulla banchina della linea gialla della metropolitana di Milano, presso la stazione Duomo, una ragazza di 22 anni è stata aggredita nel pomeriggio di giovedì 9 luglio 2026, intorno alle ore 15:45. La giovane, di nazionalità marocchina, stava aspettando l’arrivo del treno in compagnia di alcuni amici dopo aver fatto una passeggiata in centro, quando le si è avvicinato Mohammed Saidi, un cittadino algerino di 27 anni.L’uomo ha improvvisamente accusato la giovane di averlo guardato, urlando in lingua araba insulti e frasi cariche di violenza. Secondo quanto riferito in seguito da un testimone, come riportato dal Corriere della Sera, l’aggressore avrebbe aggiunto: “Sei una donna. E io sono uomo, e sono musulmano. Non mi devi guardare”.ANSANonostante i tentativi della vittima di spiegare l’equivoco e calmarlo, il ventisettenne le ha sferrato un pugno al volto per poi estrarre un coltello, colpendola con un fendente profondo che ha squarciato la guancia sinistra dall’angolo della bocca fino al collo, causandole una ferita gravissima.La testimonianza della vittima: “Ho pensato di morire”Sentita dagli investigatori subito dopo il ricovero, la vittima ha ripercorso l’agguato subito, confermando di non aver mai incrociato prima di allora il suo aggressore: “Improvvisamente, un uomo che io non avevo mai visto prima, si rivolgeva a me in lingua araba e con un tono intimidatorio esclamava: ‘Che c… guardi?’”.“Sorpresa per i modi prepotenti con cui l’uomo si era rivolto a me, tentavo di fargli capire nella lingua araba che stavo parlando con la mia amica e che, probabilmente, aveva interpretato male il mio sguardo“, ma l’uomo ha continuato a inveire verbalmente contro di lei a voce alta.










