Milano, 10 luglio 2026 – "Ho pensato di morire, non riuscivo più a vedere nulla e il sangue mi impediva di respirare". Ecco le parole che la ventiduenne marocchina sfregiata giovedì pomeriggio sulla banchina della metropolitana Duomo ha messo a verbale coi ghisa, dopo essere stata dimessa dal Policlinico.
"Alle 14:30 circa, mi recavo in piazza Duomo per fare una passeggiata e, nella circostanza, incontravo per caso una ragazza marocchina conosciuta circa un mese addietro, di nome A., in compagnia di suoi amici, anch'essi di nazionalità marocchina. Decidevo di fare un giro con loro per i negozi del centro".
Con gli amici in metrò
"Terminata la passeggiata, ci recavamo tutti alla stazione della metropolitana 3, linea gialla, per tornare ciascuno a casa propria. Ci posizionavamo sulla banchina di attesa dei treni diretti verso la stazione Comasina. A causa del grande afflusso di passeggeri - prosegue il racconto - io e la mia amica A. ci staccavamo dal resto del gruppo per trovare un po' di spazio sulla banchina che, come dicevo prima, era affollata di gente. Quindi, io e la mia amica, ci posizionavamo l'una accanto all'altra e iniziavamo a chiacchierare in attesa dell'arrivo di un treno. Il luogo dove un 27enne di origini ha sfregiato al volto una ragazza di 23 anni di origini marocchine in pieno centro a Milano, nei pressi della fermata metro Duomo. ANSA










