La Procura di Milano ha chiesto la convalida dell’arresto e la misura cautelare del carcere per Mohammed Saidi. Il 27enne ha colpito con un pugno e sfregiato una ragazza di 23 anni alla stazione Duomo della metropolitana.

Foto di repertorio

"Ho pensato di morire, non riuscivo più a vedere nulla e il sangue mi impediva di respirare". Sono le parole della ragazza di 23 anni che ieri pomeriggio, giovedì 9 luglio, è stata aggredita da uno sconosciuto di 27 anni nel mezzanino della fermata Duomo della metropolitana di Milano. L'uomo, dopo averle domandato "perché mi stai guardando?" con tono minaccioso, si è scagliato contro di lei colpendola con un pugno e sfregiandole il viso con un coltello. Il 27enne è stato fermato mentre scappava in via Torino e ora la pm Simona Ferraiuolo di turno in Procura ha chiesto la convalida del suo arresto e la custodia cautelare in carcere per pericolo di reiterazione del reato e di fuga. Le accuse che gli vengono contestate sono di sfregio permanente al volto, lesioni e resistenza, per il momento senza aggravanti di odio o discriminazione.

L'aggressione alla stazione Duomo e l'arresto L'episodio si è verificato intorno alle 15:45 del 9 luglio alla stazione Duomo della metropolitana. La 23enne e diversi testimoni hanno raccontato che il 27enne, Mohammed Saidi di origini algerine irregolare e senza fissa dimora, si sarebbe rivolta alla ragazza domandandole "perché mi stai guardando?". Agli investigatori la giovane ha spiegato di non aver mai visto prima quell'uomo e che le aveva parlato in arabo e con tono minaccioso. Così, lei gli avrebbe risposto: "Non guardo te, sto parlando con un'amica", in realtà un'altra ragazza che era lì vicino, e gli avrebbe chiesto di allontanarsi, perché altrimenti avrebbe dovuto chiamare la polizia. In un primo momento era stato raccontato che il 27enne avrebbe aggiunto "sono uomo e sono musulmano", ma nessuna testimonianza acquisita tra gli atti della Procura riporterebbe queste parole. Di fronte alla risposta della ragazza, Saidi si è avvicinato a lei e, dopo averle sputato addosso, l'ha colpita con un pugno al volto, ferita con un coltello e fuggito. Il 27enne è stato inseguito da alcuni passanti e, infine, bloccato in via Torino. L'arma, invece, non è stata trovata e probabilmente l'ha gettata via mentre correva. La 23enne è stata dimessa con una prognosi di 10 giorni.