La storia millenaria dei fari costieri si intreccia con la modernità. E la regata Cinque Fari, organizzata dalla Canottieri Palermo, testimonia il valore e la funzione ancora oggi di questi «monumenti» per la navigazione. Anche in Sicilia, attraversata da una lunga costa, che si estende per centinaia di chilometri, i fari hanno sempre avuto un ruolo centrale nell’assicurare la sicurezza della navigazione lungo le sue acque. Se oggi la tecnologia ha in parte ridotto il bisogno di fari per la navigazione, queste strutture continuano a essere simboli di tradizione e punti di riferimento fondamentali per le comunità costiere. Ma oltre al loro valore storico e culturale, i fari sono diventati anche un patrimonio economico, contribuendo al turismo e pure alla conoscenza dei territori circostanti.È tutto questo, che intende valorizzare la regata velica di 140 miglia che partirà domani da Acqua dei Corsari per toccare a Ustica i primi due fari, quello dell'Omo Morto e l'altro di Punta Cavazzi. Quindi la flotta farà rotta verso lo Scoglio Porcelli a ovest di Trapani, girato il quale il passaggio da San Vito da Capo e ultimo faro a Capo Gallo prima dell'arrivo domenica a Mondello.Un percorso dal grande fascino, che induce tanti velisti ogni anno a ripercorrere questi scenari e panorami da incanto. Ma la regata va vista soprattutto in chiave agonistica. Una ventina di barche al via, tra cui due che puntano decisamente al podio del campionato italiano offshore, 18 prove in tutta Italia e 3 in Sicilia, con la Cinque Fari, la Palermo-Montecarlo e la Aeolian Race.
Ustica, Trapani, Capo Gallo, gara tra i monumenti del mare
La storia millenaria dei fari costieri si intreccia con la modernità. E la regata Cinque Fari, organizzata dalla Canottieri Palermo, testimonia il valore e la funzione...











