Dovevano tornare a illuminare la costa siciliana. Non più soltanto con la loro lanterna, ma diventando luoghi di vita. E invece gran parte dei fari presenti in Sicilia resta inutilizzata e in condizioni di degrado. A riaccendere il dibattito è il caso di Punta Libeccio, a Marettimo, che riporta alla luce una storia fatta di progetti annunciati, concessioni e interventi rimasti incompiuti.

Marettimo, l'isola si mobilita per recuperare il faro di Punta Libeccio

Un tavolo istituzionale è al centro dell’appello dell’Associazione culturale, sportiva, ricreativa e turistica “Marettimo”, che ha chiesto al sindaco delle Egadi Giuseppe Pagoto, anche nella veste di presidente dell’Area marina protetta, un confronto sul futuro del faro di Punta Libeccio. Il complesso appartiene al patrimonio dello Stato e la sua gestione coinvolge Agenzia del Demanio, ministero della Difesa e Marina militare, ma l’associazione chiede che le istituzioni locali si facciano promotrici di un dialogo con gli enti competenti per il recupero della struttura.

Nella sua storia recente, il complesso di Marettimo aveva visto la concessione a un soggetto privato, ma il progetto non è mai partito e la concessione è poi scaduta. Da allora la Marina militare continua a occuparsi della torre e del segnalamento luminoso, mentre il resto dell’edificio rimane inutilizzato e in stato di abbandono.