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Residui di fuochi d’artificio a capo peloro

C’è un angolo della Sicilia dove due mari si incontrano tra due terre e toccano il cielo, un luogo unico nel Mediterraneo per biodiversità e bellezza. È la riserva naturale orientata di Capo Peloro, un ecosistema protetto a livello internazionale, noto per essere uno dei principali corridoi migratori dell'avifauna europea.Dove, però, l’inizio della stagione estiva ha portato con sé il solito, inaccettabile paradosso: la riserva si trasforma, con frequenza scientifica, da paradiso naturale a "zona d'artificio": una sorta di palcoscenico privato di spettacoli pirotecnici per feste, matrimoni e compleanni organizzati dai locali della zona.Una giungla di botti e scintille che squarcia il silenzio della notte, lasciando dietro di sé una scia di degrado che ferisce l'area e indigna i cittadini. Per questo, un gruppo di residenti e amanti del territorio ha deciso di rompere il silenzio, indirizzando una durissima lettera aperta alle istituzioni e agli organi di informazione.

Se la festa privata "sfratta" la fauna

Il cuore della denuncia tocca un tasto dolente: l’impatto devastante che le detonazioni hanno sugli uccelli migratori. Gli attivisti lo ricordano con una provocazione logica ineccepibile: "Negli aeroporti di tutto il mondo, gli spari e i cosiddetti 'cannoncini acustici' vengono utilizzati proprio per allontanare gli uccelli. È quindi facile comprendere quale impatto possano avere ripetute esplosioni pirotecniche nel cuore di una riserva naturale che rappresenta uno dei più importanti punti di sosta e di transito delle rotte migratorie del Mediterraneo". Quella che per i festeggiati è solo una "breve forma di intrattenimento" , per l’avifauna locale si traduce in un trauma che interrompe i cicli naturali in un’area in cui la natura dovrebbe essere protetta con la massima attenzione. Il tutto nell'indifferenza di chi tollera che la quiete pubblica venga sacrificata sull'altare del divertimento privato.Spiagge come discariche di fumo e plastica