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Dopo il salvataggio di tre giovani trascinati al largo dalle forti correnti nelle acque di Capo Peloro, arriva l'appello dell'ex comandante della Marina Mercantile Salvatore Arena, profondo conoscitore dello Stretto di Messina e delle sue dinamiche marine.Arena, che vive da sempre nel villaggio rivierasco di Torre Faro e da decenni studia e osserva il comportamento delle correnti dello Stretto, ha affidato ai social una lunga riflessione per spiegare cosa accade realmente in questo tratto di mare e mettere in guardia bagnanti e appassionati di nuoto.«U Refulu da Muntanti è il vero pericolo per chi si avventura a nuoto nello Stretto», scrive il comandante, utilizzando un'espressione del dialetto locale ben nota ai pescatori e agli abitanti della zona.Secondo Arena, le correnti dello Stretto di Messina sono il risultato del continuo alternarsi delle maree tra il Mar Tirreno e il Mar Ionio. Due volte al giorno si susseguono la corrente di Scendente, che scorre da nord verso sud, e la corrente di Montante, che risale invece da sud verso nord, dando origine a un fenomeno definito "semidiurno".
È proprio durante la Montante che, lungo le coste di Ganzirri e Torre Faro, si manifesta il cosiddetto Refulu, una corrente contraria che può generare vortici e improvvisi cambi di direzione dell'acqua. Un fenomeno poco percepibile da chi osserva il mare dalla spiaggia, ma estremamente insidioso per chi si trova in acqua.Il comandante spiega come le correnti siano influenzate dall'attrazione gravitazionale della Luna e che la loro intensità aumenta nei periodi di Luna piena e Luna nuova, quando si verificano le cosiddette maree di sizigia. In queste condizioni le correnti possono raggiungere velocità fino a sei nodi e dare origine ai caratteristici "tagli", "scale" e vortici che rendono unico, ma anche pericoloso, lo Stretto di Messina.Arena sottolinea inoltre che la teoria non basta a spiegare completamente il comportamento del mare. Le condizioni meteorologiche, le stagioni e la particolare conformazione dei fondali modificano continuamente il moto delle correnti, creando situazioni imprevedibili anche per chi conosce bene questi luoghi.











