Parla a Fanpage.it Benedetta Pia De Luca, medico legale che ha lavorato alle autopsie su Antonella Di Ielsi e Sara Di Vita, mamma e figlia morte nella provincia di Campobasso: “È confermata la causa del decesso come intossicazione da ricina, ma non le modalità di somministrazione o di assunzione di questo veleno”.

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“È confermata la causa del decesso come intossicazione da ricina, ma le modalità di somministrazione o di assunzione di questo veleno, e quindi l’ipotesi di terzi, non sono confermati”. A parlare a Fanpage.it è la dottoressa Benedetta Pia De Luca, il medico legale che dalla fine dello scorso anno ha lavorato sul complesso caso di Pietracatella, dove madre e figlia – Antonella Di Ielsi e Sara Di Vita – sono morte a distanza di poche ore a causa di un potente veleno.

La dottoressa ha depositato nei giorni scorsi, presso la procura di Larino, il referto sulle autopsie di madre e figlia: un fascicolo composto da circa 900 pagine – 500 di relazione e 400 di allegati – su cui De Luca ha lavorato per circa sei mesi. La conclusione è chiara: Antonella e Sara sono morte in seguito all’intossicazione causata dalla ricina. Tocca ora a chi indaga stabilire come la ricina sia stata ingerita dalle due vittime, se c’è stato quindi un intervento esterno e si è trattato di un duplice omicidio, o se regge ancora l’ipotesi dell’assunzione accidentale. Le ultime indiscrezioni parlano di una possibile e vicina svolta nelle indagini, ma al momento di concreto non c’è nulla, non ci sono indagati e il fascicolo relativo agli omicidi resta contro ignoti. Da parte sua, il medico legale nella sua relazione può solo avanzare delle ipotesi. “La ricina può essere somministrata in vari modi, quella più plausibile e probabile per me è la via orale, ma non possiamo dire con certezza che l'abbiano ingerita o in che modo o se l'abbiano fatto con un alimento o con un liquido”, spiega De Luca che aggiunge: “A tante domande non possiamo rispondere, altrimenti probabilmente saremmo in un'altra fase di indagine”.