Firenze, 10 luglio 2026 – “Lo scopo della Maturità non è mettere in difficoltà i ragazzi, ma creare le condizioni perché possano esprimere il meglio di sé”. Luciano Tagliaferri, direttore generale dell'Ufficio scolastico regionale della Toscana, interviene nel dibattito aperto dalla lettera del preside del Marconi di Prato, Paolo Cipriani, e della docente Miriam Pierozzi, che hanno denunciato il rischio di valutazioni finali troppo severe e non sempre coerenti con il percorso scolastico degli studenti. Pur senza entrare ovviamente nel merito dei casi specifici, Tagliaferri condivide il principio di fondo: “Serve un cambiamento culturale che metta davvero al centro la valorizzazione degli studenti”.

Direttore, il preside Cipriani parla di ragazzi che arrivano agli esami con medie alte e vengono poi diplomati con voti molto più bassi. Condivide questa riflessione?

“Non posso e non voglio entrare nel merito di casi specifici, lo ribadisco ancora una volta, ma sul concetto generale sì, sono d'accordo. Condivido quanto espresso dal dirigente Cipriani e dalla professoressa Pierozzi. Del resto è un tema sul quale mi sono soffermato anche durante l'incontro con tutti i presidenti di commissione prima dell'inizio degli esami”. Paolo Cipriani, preside del Marconi di Prato