TREVISO - Lo stato di salute del Sile migliora sul fronte della contaminazione legata alle fognature: lo sviluppo della rete a Treviso sta già dando dei frutti. Ma resta l'allarme sugli inquinamenti dovuti a erbicidi e Pfas. Per questi ultimi, in particolare, Legambiente mette nel mirino l'aeroporto Canova. «Abbiamo diffidato il ministero dei Trasporti e dell'Ambiente - rivela Fabio Tullio, presidente di Legambiente Treviso - l'Aprav nel 2025 ha evidenziato la contaminazione da Pfas, presumibilmente derivante da un'insufficiente depurazione e dal vicino aeroporto, tenuto conto che tale sostanza veniva utilizzata come schiuma antincendio». «Con le diffide - continua - chiediamo che venga fatta rispettare la sentenza del Tar, a cominciare dal numero massimo di voli». Il riferimento è alla decisione dei giudici amministrativi che alla fine del 2024 hanno accolto il ricorso presentato dal comitato di cittadini contro l'ampliamento dello scalo, assieme ad altre associazioni, annullando il via libera al master plan da 53milioni per lo sviluppo del Canova.

Oltre alle distanze tra le parti sugli interventi di mitigazione ambientale, i punti di vista restano lontani anche sul numero di voli. Per i comitati l'aeroporto non potrebbe superare i 16.300 l'anno. Per Save/AerTre, società di gestione dello scalo, invece, non ci sono tetti vincolati: l'anno scorso il Canova ha contato 23.757 movimenti, per un totale di oltre 3,2 milioni di passeggeri in transito. SCARICHI Con la campagna "Operazione fiumi", il mese scorso Legambiente ha effettuato una serie di campionamenti alla ricerca di Escherichia coli (batteri fecali) nel Sile e, per la prima volta, anche del Botteniga. Come quota riferimento è stata scelta quella di 1.000 unità formanti colonie per 100 millilitri. Ieri nella sede di Treviso.bike a Fiera sono stati illustrati i risultati. Lungo il Sile si è rimasti sotto a tale quota: 862 a Quinto, 836 a Silea e 556 a Casale. Nel Botteniga, invece, si è andati oltre: all'altezza di varco Filippin, lungo la mura di Treviso, si è arrivati a 1.624.«Per la prima volta dal 2021 i risultati delle analisi ci restituiscono una fotografia senza criticità sul fronte della depurazione delle acque del Sile, con la sola eccezione del Botteniga - sottolinea Francesco Tosato, portavoce della campagna di Legambiente - è un segnale importante, ma resta ancora da recuperare un deficit di circa un 20% di capacità di depurazione nella città di Treviso». «Non bisogna abbassare la soglia di attenzione anche verso fenomeni come quello degli scarichi abusivi o degli sversamenti agricoli illegali - aggiunge - così come dell'impatto dei prodotti chimici ampiamente usati in agricoltura, come erbicidi e insetticidi, rilevati ogni anno da Arpav anche lungo questo corso d'acqua». DISERBANTI Per quanto riguarda i diserbanti, l'associazione evidenzia che sono stati rilevati 3 superamenti dei valori medi annui: due per Ampa (prodotto di degradazione del Glifosate) su scolo Serva e scolo Bigonzo nella zona di Casale e uno di Glifosate sul fiume Melma nella zona di Silea. «Per valutare il reale stato di salute del Sile è fondamentale studiare anche i suoi affluenti che - tira le fila Tullio - manteniamo alta l'attenzione anche verso gli impatti su acqua e aria dell'infrastruttura aeroportuale, che coesiste con il Parco del Sile: desta forte preoccupazione soprattutto per i potenziali rischi sanitari». Alla presentazione dei risultati della campagna c'erano anche gli studenti delle prime del liceo Da Vinci che hanno svolto laboratori in classe e sul fiume, con le canoe, assieme a Legambiente e Barbasso Nature. Proprio nel loro ultimo giorno di scuola, i ragazzi hanno fatto il punto sui campionamenti e sui monitoraggi effettuati con gli educatori ambientali. Fino alla presentazione della loro pubblicazione: "Appunti fluviali", sintesi dei risultati delle attività sul Sile.