di
Vincenzo Brunelli
La sentenza del Tribunale sulla responsabilità medica all'ospedale di Reggio Emilia: «Con il parto cesareo non sarebbe successo»
A gennaio del 2020 era venuto al mondo ma con gravissimi problemi neurologici e per il Tribunale di Reggio Emilia la responsabilità è dell'ospedale che ora è stato condannato a risarcire il piccolo e la sua famiglia con circa 3 milioni e 750mila euro più spese legali. Così ha stabilito in sentenza il giudice Camilla Sommariva, della seconda sezione civile del Tribunale di Reggio Emilia. Per il giudice, se la donna fosse stata informata su quello che stava succedendo dai medici dell'ospedale, non avrebbe prestato il consenso a proseguire con l'induzione del parto, consenso che non risulta mai concesso, stando al resoconto processuale. E inoltre, si legge sempre in sentenza, «in presenza di un attento e prudente management medico e assistenziale da parte della struttura sanitaria, la paziente sarebbe stata avviata a parto cesareo», evitando quindi i terribili esiti per il bambino nato tetraplegico. Tuttora, scrivono i giudici, necessita di un apposito deambulatore per rimanere seduto e di aiuto nella somministrazione del cibo, è costretto all’utilizzo del pannolino e comunica prevalentemente a gesti.








