Roma, 10 lug. (askanews) – Il contesto internazionale e la Peste Suina Africana (PSA) stanno colpendo il settore suinicolo italiano ed europeo, erodendo la redditività delle aziende e causando in 5 anni la chiusura di oltre 5mila impianti. Infatti, oggi in Italia ci sono circa 25mila allevamenti suinicoli, 5.200 in meno rispetto al 2021, con un calo del 17%. A fotografare il comparto, a oltre quattro anni dalla diffusione nazionale della PSA, è Confagricoltura, che chiede che si metta al sicuro la continuità finanziaria delle aziende attive con sostegni agli investimenti avviati e ai costi di gestione.

Molti i mercati importanti per l’Italia attualmente sono chiusi a causa della Psa. Tra questi Giappone, Thailandia e Cina, con cui Confagricoltura chiede di intensificare gli sforzi diplomatici per accordi bilaterali che contemplino il principio di regionalizzazione già sperimentato in altri Paesi Ue.

Il comparto suinicolo si trova anche ad affrontare gli effetti del conflitto mediorientale, in particolare l’incremento dei costi di produzione, soprattutto quelli legati a mangimi, energia, carburanti e servizi. Preoccupano anche, spiega la confederazione agricola, i contenuti della direttiva sulle emissioni industriali che, così come modificata, creerà molte problematiche soprattutto alle aziende meno strutturate e di minore dimensione.