Roma, 21 mag. (askanews) – Nel 2025, i focolai di peste suina africana (PSA) sono aumentati in tutta l’Unione europea, sia nei suini domestici (+76%) che nei cinghiali (+44%) rispetto al 2024. E la malattia è ricomparsa in Spagna dopo 31 anni di assenza di rilevamenti, portando a 14 il numero di Stati membri colpiti. E’ quanto emerge dall’ultimo rapporto epidemiologico annuale dell’Efsa.

Lo scorso anno, l’UE ha effettuato livelli record di sorveglianza della PSA, analizzando oltre 518.000 campioni di suini domestici e 618.000 campioni di cinghiali. La sorveglianza passiva ha individuato l’84% dei focolai di PSA nei suini domestici e il 73% dei focolai nei cinghiali. Gli Stati membri dell’UE hanno rilevato 585 focolai di PSA lo scorso anno, con un aumento del 76% rispetto al 2024. Nonostante questo incremento, il numero è rimasto inferiore ai livelli registrati ogni anno tra il 2018 e il 2023, ad eccezione del 2022.

L’aumento è stato in gran parte determinato dalla Romania, che ha rappresentato l’81% di tutti i focolai nell’UE nel corso del 2025. Ulteriori incrementi sono stati segnalati in Croazia, Estonia e Lettonia. La maggior parte dei focolai (91%) si è verificata in allevamenti con meno di 100 suini. È stato osservato un chiaro picco estivo, sebbene in alcuni Stati membri questo picco sia stato meno pronunciato ma più prolungato rispetto agli anni precedenti.