Le forze americane hanno colpito ben 170 obiettivi in appena due giorni. Nel mirino sistemi radar e basi di lancio. Raid anche nella zona di Bandar Abbas. Offensiva fino alla Giordania: ira di Arabia Saudita, Emirati Arabi Uniti e Qatar

Lorenzo Vita

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Secondo le fonti di Axios, non esiste un vero e proprio limite temporale di questa escalation tra Teheran e Washington. Può durare qualche giorno, una settimana così come un mese. Tutto è nelle mani dell’Iran e di come si comporterà. Ma quello che è certo, ha proseguito il funzionario, è che “gli daremo una bella lezione, così capiranno che non stiamo scherzando”.

Gli Stati Uniti, fino a questo momento, hanno condotto attacchi più ampi di quello che si pensava all’inizio delle tensioni. Secondo Centcom, le forze Usa hanno colpito 170 obiettivi in due giorni. Intorno allo Stretto di Hormuz, sono stati presi di mira sistemi radar, basi di lancio per missili e imbarcazioni dei Guardiani della Rivoluzione. Molti attacchi si sono concentrati nella zona di Bandar Abbas, porto nevralgico della Repubblica islamica. Secondo il vicegovernatore di Bushehr, Ehsan Jahanian, i raid hanno colpito “il perimetro della centrale nucleare, la base militare di Chaghadak e un molo per la pesca nel sud della provincia”. Mentre l’agenzia Fars ha detto che gli Stati Uniti hanno bombardato anche un ponte ferroviario nel nord dell’Iran che collega la Repubblica islamica alla Cina e al Turkmenistan.