A Londra e L’Aia gli episodi peggiori tra poliziotti feriti, insulti e incendi ai mezzi per l’esclusione del Marocco dai mondiali
Segui Il Giornale su Google Discover
Scegli Il Giornale come fonte preferita
Per la sfida di Coppa del Mondo tra Francia e Marocco, le città erano pronte a dover affrontare le orde di “tifosi” magrebini che, in un caso o nell’altro, erano pronti a “festeggiare” a modo loro. È successo nelle partite precedenti e si è confermato anche ieri sera, anche se non nei modi e, soprattutto, nei luoghi che ci si aspettava. Parigi, per esempio, non è che sia stata risparmiata ma ha avuto inconvenienti minori rispetto a quanto ipotizzato e non per un’ improvvisa presa di coscienza da parte dei marocchini ma per il dispositivo di sicurezza predisposto dalle autorità. A Londra e nei Paesi Bassi, invece, al contrario ci sono state violenze maggiori rispetto al passato.L’approccio di Parigi è stato quasi vincente: coprifuoco per i minori di 16 anni e restrizione alla mobilità in alcune zone, 20mila agenti schierati solo a Parigi, controlli di identità selettivi a partire dalle 21.00, blindatura degli edifici sensibili, traffico limitato e diverse stazioni della metropolitana chiuse, perquisizioni selettive, sorveglianza con droni, restrizioni al consumo di alcol in strada. Un dispositivo di sicurezza estremo che fino a pochi anni fa non era necessario per una partita di calcio ma le autorità hanno voluto preservare la città. Questo non vuol dire che Parigi non abbia subito danni, perché qualcosa è accaduto ma, rispetto a Londra, si può dire che la Capitale francese è stata preservata.















