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Per il primo quarto di finale dei Mondiali di calcio, in programma giovedì sera tra Francia e Marocco, la polizia di Parigi ha già previsto misure di sicurezza aggiuntive per garantire l’ordine pubblico. Sono attesi scontri e violenze, indipendentemente dal risultato. La comunità marocchina in Francia conta infatti 1,7 milioni di persone e, nonostante tra i due paesi oggi ci siano relazioni consolidate, il passato coloniale della Francia in Marocco è sempre stato fonte di tensioni. E gli scontri seguiti alla vittoria della Champions League del Paris Saint-Germain, che portarono a 800 arresti, lasciano pensare che possa ripetersi qualcosa di simile.
In generale Francia e Marocco sono due squadre con tanti giocatori nati all’estero o con genitori o nonni originari di altri paesi: una tendenza che ha riguardato diverse nazionali di questa edizione dei Mondiali. In Francia-Marocco giocheranno come avversari calciatori che hanno militato nelle stesse rappresentative giovanili nazionali, che sono cresciuti nelle stesse regioni, che avrebbero potuto indossare maglie diverse e cantare inni diversi.
C’entrano storie lunghe più di un secolo di colonialismo e immigrazione, investimenti e ambizioni marocchine e cambiamenti nei regolamenti della FIFA, l’organizzazione che gestisce il calcio mondiale.










