Doppio clamoroso sviluppo dell'indagine de Il Tempo. Pechino aveva avvisato le nostre autorità su prodotti e forniture non idonee. Chi e perché ha deciso di non tenere adeguatamente conto di quell'informazione?

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Partiamo dall’inizio. Ma quanto costavano le mascherine in Cina nella fase pre -pandemia? Risposta: costavano pochissimo. Appena 1 centesimo le mascherine chirurgiche, 10-12 centesimi le KN95. E allora ecco il quesito successivo: come si spiega il fatto che in un sistema supercontrollato dallo Stato e da occhiuti apparati burocratici e fiscali, i prezzi siano improvvisamente schizzati verso l’alto? Stiamo parlando di immense fabbriche dai costi di produzione bassissimi, e addirittura in grado di ridurre ancora i costi unitari davanti all’esigenza di aumentare esponenzialmente il numero di dispositivi da sfornare

Ora, in parte è certo comprensibile (in base alla legge della domanda e dell’offerta) che, in presenza di una grande richiesta estera concentrata nel tempo, il prezzo sia potuto salire, ma non in una misura così sproporzionata. Anche perché – giova ripeterlo ancora – in un sistema dirigista e autoritario come quello, le aziende devono indicare agli organismi fiscali i costi delle materie prime e, in dettaglio, ogni altro costo sostenuto, ai fini della tassazione da subìre.