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Il sindacalista della Fillea Cgil di Firenze, Blerim Allmeta arrivato sul posto appena saputa la notizia: «Noi operai siamo tutti compagni»

Toscana maglia nera nazionale per gli infortuni sul lavoro. La notizia del nuovo incidente mortale sul lavoro è piombata come un macigno sulla manifestazione di Firenze. I sindacati si stavano preparando al corteo, c’era rigore per la difficile situazione dell’industria toscana, ma sulle prime c’era anche voglia di stare insieme, di seguire il ‘rito’ del corteo. Poi sono arrivati gli aggiornamenti da Sesto Fiorentino, dove un 48enne al lavoro in un cantiere è morto per le ferite riportate. E allora i volti diventano bui, le parole taglienti: "Proprio pochissimi giorni fa – ha detto la segretaria della Cisl Toscana, Silvia Russo – abbiamo chiesto l’apertura di un tavolo regionale per avere soluzioni anche nel nostro territorio. I dati fanno paura: su 100 aziende visitate, 88 non sono in regola. Noi vorremmo non solo un cambio culturale che ci deve essere nella formazione, ma anche più controlli. Chiediamo alle istituzioni di fare fronte comune contro gli infortuni sul lavoro". Il segretario Cgil Toscana, Rossano Rossi ha rincarato la dose. "La Toscana ha anche il triste record di infortuni mortali nel 2026. Non diamo la colpa al destino. Dobbiamo essere consapevoli che dietro a questi fatti tremendi ci sono cause specifiche come la mancanza di formazione e di prevenzione; c’è la mentalità di alcuni che ritengono l’investire nella sicurezza un costo aggiuntivo quando in realtà sarebbe un grande risparmio per la società e soprattutto per le vite umane che ogni anno perdiamo anche nella nostra regione". Paolo Fantappié Uil Toscana: "Un dolore che poteva essere evitato, figlio di una cultura della sicurezza ancora troppo assente. Sarebbero opportuni più investimenti e più azioni sul piano della formazione e dei controlli, occorrono un cambio di rotta per scardinare la negligenza". Le reazioni all’ennesimo incidente mortale non sono arrivate solo dal fronte sindacale: "Inaccettabile – ha commentato il presidente della Regione Eugenio Giani –. Serve un ulteriore sforzo per la prevenzione a tutti i livelli istituzionali, perché questi episodi non accadano più. Gli sforzi, gli investimenti, i controlli, la formazione sulla sicurezza, devono essere in grado di prevenire una volta per tutte questi accadimenti, altrimenti tutto risulta inutile". Dal fronte regionale anche il pensiero del capogruppo Avs Lorenzo Falchi, ex sindaco di Sesto: "Per me, che ho guidato come sindaco la comunità sestese, si tratta di una ferita enorme. Mentre le autorità competenti sono impegnate a ricostruire la dinamica dell’incidente, è necessario ribadire che la tutela della vita di chi lavora deve essere la priorità assoluta". A esprimere "a nome di tutta la città la massima vicinanza e il cordoglio ai familiari del lavoratore deceduto, ai quali ci stringiamo insieme a tutta la nostra comunità, colpita e ferita da un fatto terribile che non possiamo rubricare a fatalità" anche il sindaco di Sesto Fiorentino Damiano Sforzi e l’assessora al Lavoro Irene Falchini. E dell’urgenza "di attivare controlli più stringenti, sanzioni severe per chi non rispetta le norme e un grande piano di investimenti sulla formazione parla anche il segretario del Pd toscano Emiliano Fossi: "Davanti a questa continua strage silenziosa non bastano più i messaggi di indignazione, serve un patto nazionale straordinario che metta la vita umana sopra ogni profitto". Fabrizio Morviducci Sandra Nistri