Per il professore di Stanford che rappresenta l'Italia nel Panel scientifico delle Nazioni Unite, questa tecnologia si diffonde troppo velocemente per i tempi lunghi con cui l'umanità ha assorbito le rivoluzioni tecnologiche del passato

Tre mesi di duro lavoro per cercare di rispondere «quasi in tempo reale» alle sfide poste dall’intelligenza artificiale: è stato il tempo richiesto per la stesura del Preliminary Report da parte dell’Independent International Scientific Panel on AI, il primo organismo scientifico globale e indipendente delle Nazioni Unite dedicato esclusivamente all'intelligenza artificiale. Il documento è stato presentato ai governi il 6 e 7 luglio a Ginevra, in occasione del Global Dialogue on AI Governance.Il Panel riunisce quaranta esperti internazionali che operano a titolo personale, chiamati a fornire una valutazione scientifica, globale e imparziale dei rischi e delle opportunità dell’intelligenza artificiale.A rappresentare l’Italia c’è Silvio Savarese, professore di informatica all'Università di Stanford ed Executive Vice President and Chief Scientist in Salesforce Research, che è stato selezionato all’inizio del 2026 dal Segretario Generale delle Nazioni Unite, António Guterres. Laureato all’Università Federico II di Napoli, Savarese ha conseguito un dottorato in ingegneria elettronica al California Institute of Technology, ed è entrato nel 2024 nella lista del Time delle 100 persone più influenti nel campo dell'IA.Nel corso dei lavori Savarese ha mantenuto un confronto costante con le istituzioni italiane, in particolare con il direttore generale per l'informatica e l'innovazione tecnologica presso il Ministero degli Affari Esteri Alessandro de Pedys, con la Rappresentanza Permanente presso le Nazioni Unite a Ginevra e con il senatore Alessio Butti.Durante la conferenza di Ginevra, i risultati del rapporto sono stati approfonditi in diversi sottogruppi tematici. Un primo, al quale ha preso parte Savarese, dedicato all’evoluzione della scienza dell’AI e alle sue traiettorie future. Altri gruppi hanno affrontato le applicazioni sociali dell’AI, gli aspetti legati all’impatto sull’istruzione e sulla sanità, nonché le implicazioni economiche e ambientali, le questioni di sicurezza, la tutela dei diritti umani e gli aspetti culturali. Partendo dai risultati del rapporto, abbiamo chiesto a Savarese quali siano oggi le criticità che la comunità scientifica internazionale considera prioritarie.