Aggiungi ItaliaOggi alle tue fonti preferite su Google per non perderti i nostri contenutiLa maggior parte dei paesi nel mondo non ha le competenze per poter gestire e valutare l’intelligenza artificiale (IA) e sempre più spesso i sistemi di IA riescono a violare le istruzioni di sicurezza dettate dall’uomo per sopravvivere. A dirlo è il rapporto, intitolato Preliminary Report of the Independent International Scientific Panel on AI: Evidence based assessment of opportunities, risks and impacts of AI, presentato al primo dialogo globale sulla governance dell’intelligenza artificiale organizzato il 6 luglio dall’Onu in Svizzera.

IA nella mani di pochi

Come spiegato da Amandeep Singh Gill, Sottosegretario generale Onu e Inviato speciale per le tecnologie digitali ed emergenti:

«I benefici si concentrano dove già esistono istituzioni, competenze e dati. Dove questi mancano, la stessa tecnologia può sostituire i lavoratori, ampliare le disuguaglianze e lasciare le comunità dipendenti da sistemi costruiti senza tenerle in considerazione».

Il problema è che al momento l’infrastruttura di calcolo, le competenze di valutazione restano nella mani di chi costruisce l’intelligenza artificiale, lasciando dunque la maggior parte degli Stati, soprattutto quelli europei, dipendenti da sistemi che non possono costruire, ispezionare, controllare o adattare pienamente al proprio contesto locale.