di

Pierpaolo Lio

L'uomo, senza fissa dimora, era stato bloccato mentre danneggiava auto parcheggiate tentando di aprirle. Rilasciato con il divieto di stare a Milano, ha colpito la 23enne

Le dodici ore (o poco più) fuori controllo di Mohammed Saidi iniziano all’alba. Sono quasi le 4 di giovedì mattina quando alcuni residenti delle vie attorno a corso Buenos Aires, a due passi dal centro di Milano, lo notano dalle finestre intento a danneggiare alcune auto in sosta. Via Venini, via Tamagno. Seguono la chiamata al 112 e l’arrivo di una Volante della polizia. L’equipaggio intercetta il 27enne algerino — incensurato, irregolare, senza fissa dimora — dalle parti di piazza Argentina. Sta ancora armeggiando su un’auto, che cerca di aprire per rubare dall’abitacolo. Viene arrestato con l’accusa di tentato furto aggravato. Durante la perquisizione, gli agenti gli trovano addosso alcuni oggetti che non gli appartengono. Risultano rubati da un’altra macchina, parcheggiata tre chilometri più a est, a Lambrate, e sfasciata qualche tempo prima per arraffare quel che conteneva. Per questo Saidi viene anche denunciato per furto aggravato.

Dopo il passaggio in questura, al mattino il 27enne viene accompagnato in Tribunale per l’udienza per direttissima. Saidi sarà rilasciato a piede libero, con un divieto di dimora in città, misura cautelare che gli impedirebbe di fermarsi a Milano. Poche ore dopo, però, in via Torino, a un chilometro di distanza da Palazzo di Giustizia — e neanche dodici ore dopo l’arresto notturno —, l’algerino finisce di nuovo in manette. Viene acciuffato dagli agenti della polizia locale al termine di un breve inseguimento, mentre cerca di scappare da piazza Duomo. Poco prima, sulla banchina della linea «gialla» del metrò sotto il sagrato della cattedrale, quando l’orologio segnava le 15.45, aveva aggredito e sfregiato una 23enne marocchina incrociata casualmente nel via vai sotterraneo di pendolari e turisti.