TRENTO. Il tema dei furti e delle aggressioni - verbali, fino a questo momento, non essendo arrivate conferme di altro tipo dagli addetti ai lavori - nel rinnovato lido Manazzon, finito sotto i riflettori della cronaca pochi giorni fa, è approdato anche in consiglio comunale lo scorso 7 luglio. E questo attraverso un'interrogazione, quella a firma Antonio De Leo (Forza Italia), che ha trovato pronta risposta dal sindaco di Trento Franco Ianeselli.

E quest'ultimo, pur ridimensionando la quantità degli episodi di furto che si sarebbero verificati - ha parlato infatti di «Uno o due casi di cui l'amministrazione ha contezza, ma nemmeno con certezza» e dunque smentito che si sia trattato di una "raffica di furti" come invece emerso in un primo momento - non ha escluso la possibilità di applicazione del Daspo per i casi più critici e gravi.

Questo è stato uno dei punti sollecitati da De Leo nel proprio documento. La richiesta all'amministrazione è stata infatti quella di attivare il Daspo con fermezza «nei confronti dei soggetti responsabili di tali comportamenti aggressivi e reiterati, al fine di interdire loro l'accesso agli impianti sportivi (con particolare riferimento alle piscine comunali) a tutela della stragrande maggioranza dei cittadini rispettosi delle regole».