HomeFirenzeCronacaPiscine comunali in affanno: "Rimodulare le concessioni". L’assessora Perini apre all’ipotesiDopo la Rari Nantes Florentia, anche l’associazione Firenze Pallanuoto chiede un salvagente. Il presidente: "Sbagliato lasciare le utenze sulle spalle delle società sportive, siamo troppo deboli".Cipriano CatellacciRicevi le notizie de La Nazione su GoogleSeguiciLe piscine annegano. Ci sono impianti natatori che arrancano sotto il peso dei costi salati, che nemmeno il cloro riesce a neutralizzare. La scorsa settimana da Lungarno Ferrucci si è alzato il grido d’aiuto della Rari Nantes Florentia, arrivata stanca e affannata alla fine di una lunga battaglia legale durata più di dieci anni che le ha consentito di evitare l’abbattimento, ma l’ha sfinita. Poi il Covid e le guerre ci hanno messo il carico da undici. Il risultato è un imminente taglio all’attività agonistica e un presidente, Andrea Pieri, che valuta l’idea di dimettersi: "Non posso più sostenere il peso" era stato il suo sfogo.
Oggi, a fargli eco, è Cipriano Catellacci, presidente della Firenze Pallanuoto. Fondata nel ’96, nel palamarès tra i titoli c’è anche quello di vice campione d’Europa con la squadra femminile; 8 dipendenti, 40 collaboratori, due impianti in gestione: la Paganelli è chiusa dal 2020 per lavori di ristrutturazione del Comune, intorno alla piscina Isolotto girano 700 persone al mese, oltre ai circa 300 atleti del comparto agonistico. "Noi i tagli li abbiamo già fatti. Non facciamo più la serie A perché non possiamo più permettercela" ammette Catellacci. La pandemia ha segnato un solco temporale profondo: il dopo ha portato con sé il fardello di un aumento dei costi energetici di cui non ci si è più liberati. "Prima per la piscina Isolotto si pagava intorno ai 30mila euro di gas, oggi siamo a 72mila". Più del doppio. "È una crisi di sistema di tutti gli impianti comunali - spiega - su cui potrebbe intervenire anche il Governo o la Federazione".









