Seminfermo di mente e socialmente pericoloso, scattano la libertà vigilata e la presa in carico al Servizio per la dipendenza dall’alcol. Lo ha concluso la perizia psichiatrica disposta, su richiesta della Procura, dalla gip del Tribunale di Monza Angela Colella per R.C., 41 anni, di Giussano, il piromane dei cassonetti dei rifiuti che va in giro di notte a bruciare tra Seregno e Giussano. Per il 41enne, a cui sono contestati una mezza dozzina di incendi, oltre a danneggiamenti e un tentato furto in un super dopo avere appiccato il fuoco all’esterno della struttura, il pm aveva chiesto la custodia cautelare in carcere ma era stata respinta dal giudice. Quindi l’indagato, difeso dall’avvocato Paolo Pozzi, si trovava in stato di libertà. Gli incendi contestati apartono nel marzo 2025, quando a Seregno avrebbe appiccato il fuoco ai cassonetti per la raccolta della carta in via Pitagora, poi quelli davanti a un super in via Valassina e infine quelli in via Verdi di una ditta e di un condominio, dove le fiamme si sono estese alla siepe, con il "pericolo per la pubblica incolumità". Verso fine giugno gli incendi erano scoppiati a Giussano, in viale Brianza, in via Santa Margherita e in via Trento e Trieste. Un mese dopo avrebbe danneggiato, colpendolo con una bottiglia di birra, il vetro dell’ascensore per disabili nel sottopasso della stazione ferroviaria di Seregno. A metà agosto in fiamme erano andati i cassonetti della spazzatura di alcuni negozi del centro commerciale in viale Como e in via Monte Bianco a Giussano. Una settimana dopo era toccato a un ristorante in viale Como e a un autocarro in via Manzoni. A ottobre erano bruciati alcuni cartoni davanti ai condomini di via Verdi a Seregno, a dicembre ancora viale Como a Giussano e la vigilia di Natale in un super in via Lario a Giussano dove aveva tentato di rubare 100 euro di prodotti dopo essere entrato dallo scarico merci.