Si chiude senza arrivare al dibattimento il procedimento penale nei confronti di un avvocato riminese, imputato in un’inchiesta su una presunta serie di truffe online legate alla vendita di prodotti tecnologici attraverso siti internet di e-commerce. Il giudice ha infatti pronunciato sentenza di non luogo a procedere, accogliendo le questioni preliminari sollevate dalla difesa, rappresentata dagli avvocati Mirko Damasco e Andrea Muratori. Secondo l’impostazione accusatoria, l’uomo avrebbe concorso, insieme ad altri imputati, in numerosi episodi di truffa aggravata. L’inchiesta riguardava la vendita online di smartphone, computer, smartwatch, console, elettrodomestici e altra merce tecnologica che gli acquirenti avrebbero pagato senza poi riceverla. Il suo nome compariva in diversi capi d’imputazione perché alcune utenze telefoniche sarebbero state a lui riconducibili e perché la corrispondenza relativa a conti correnti utilizzati nell’indagine sarebbe stata recapitata a indirizzi nella sua disponibilità. La difesa aveva però contestato fin dall’inizio il decreto di citazione a giudizio, sostenendo che l’imputazione fosse formulata in modo troppo generico. In particolare, secondo la difesa, i capi d’accusa descrivevano una contestazione "seriale", senza indicare con precisione quale fosse il concreto contributo attribuito all’indagato. Sempre secondo la difesa, non veniva chiarito se all’imputato fosse contestato un ruolo nella fase di ideazione delle presunte truffe, nell’esecuzione materiale oppure un semplice supporto logistico. Una formulazione che, a loro avviso, costringeva l’imputato a difendersi da un sospetto generalizzato, senza poter conoscere nel dettaglio le condotte specificamente contestate. Al termine dell’udienza il giudice ha ritenuto fondate le questioni preliminari sollevate dalla difesa e ha disposto il non luogo a procedere.