La difesa di Massimo Malavolta prepara il ricorso contro la sentenza di condanna per il femminicidio di Emanuela Massicci. L’avvocata Saveria Tarquini attende il deposito delle motivazioni per impostare l’appello e, se necessario, il successivo passaggio in Cassazione. La strategia, spiega, è stata costruita fin dal primo grado proprio in funzione dei giudizi successivi. "Aspettiamo le motivazioni della sentenza e poi faremo appello. Abbiamo lavorato in primo grado per costruire un appello e una Cassazione fatti bene", dice Tarquini, che non si dice sorpresa dall’esito del processo: "La prova era schiacciante e davanti alla Corte d’Assise ottenere una perizia è sempre molto difficile". Per la legale, il punto decisivo resta il rapporto tra il quadro clinico dell’imputato e la sua capacità di comprendere e volere. "Io continuo a sostenere che abbia un danno cerebrale enorme. Non lo dico io, lo dice la prova scientifica", afferma Tarquini, ricordando che i giudici hanno però escluso che quel dato basti a incidere sulla responsabilità penale. "Per loro, anche in presenza di un cervello danneggiato e di altri fattori, questo non determina automaticamente la perdita della capacità di intendere". La legale sottolinea che il tema non riguarda una giustificazione del gesto, ma la corretta valutazione della condizione psichica dell’imputato al momento del delitto. A rafforzare la tesi difensiva interviene il medico legale Claudio Cacaci: "Dopo una prima risonanza magnetica, ritenuta sostanzialmente nella norma, abbiamo insistito per eseguire un esame a tre Tesla. Da quell’accertamento è emerso un grande danno cerebrale, con un quadro radiologico enormemente compromesso rispetto all’età del paziente e molto diverso da quanto risultava in precedenza".
La difesa: "Siamo pronti a fare ricorso"
La difesa di Massimo Malavolta prepara il ricorso contro la sentenza di condanna per il femminicidio di Emanuela Massicci. L’avvocata...











