Triplo e lungo sono diventati non per caso la roccaforte dell’atletica azzurra. Dietro Diaz, Iapichino, Furlani e Derkach c’è una scuola nata negli ultimi 30 anni. Pericoli (Fidal): «Il segreto? Creare ponti» tra tecnici, territori e culture diverseSalta e vinci. Non è un nuovo gioco a premi, ma potrebbe essere lo slogan che sta scandendo il conto alla rovescia dell’atletica italiana verso gli Europei di Birmingham, al via fra un mese esatto. Ci presentiamo con tante speranze da giocarci in quasi tutto il programma, ma abbiamo una roccaforte: nel nostro continente saltiamo più di tutti, soprattutto in “estensione”. Le classifiche stagionali ci vedono in testa in tre specialità su quattro: Andy Diaz è addirittura il leader mondiale del tripValerio PiccioniRomano, giornalista cresciuto a Paese Sera e poi per 33 anni della Gazzetta dello Sport, ha seguito otto volte le Olimpiadi, otto volte il Giro d’Italia e nove il Tour de France. Fra i suoi libri, “Quando giocava Pasolini”, “La rivoluzione di Bikila”, “Il campione partigiano” e “Baci Olimpionici”. Con un gruppo di amici ha ideato la Corsa di Miguel, l’evento che da 25 anni ricorda la figura del maratoneta poeta argentino desaparecido Miguel Sanchez.