«Il segreto dell’Italia Under 20 che domina l’Europa con 14 medaglie? La forza del gruppo. Questi ragazzi si aiutano, si stimolano, magari si beccano (ho dovuto mettere pace in stanza tra i velocisti, che erano nervosetti), però ci sono sempre l’uno per l’altro. Le faccio un esempio: Erika Saraceni, oro nel triplo, capitano della spedizione con il marciatore Giuseppe Disabato, argento. Dopo la sua gara si è messa a coalizzare il tifo per gli altri. Il lunghista Daniele Inzoli si è fatto male, all’aeroporto l’abbiamo trasportato in sedia a rotelle: beh a spingerlo è stata Erika, calata nel ruolo fino all’ultimo minuto della trasferta».