Altro che telefonini sempre in mano ed esistenza virtuale vissuta attraverso i social. La generazione di sdraiati non batte bandiera azzurra: gli adolescenti italiani sanno correre, saltare gli ostacoli (Togni re dei 110 abbassati in 13’’27), atterrare con profitto nella sabbia (triplo e lungo con Crotti, Saraceni e Inzoli) e lanciare (peso con Nalesso); hanno i muscoli per sostenere lo sprint (Doualla oro nei 100 in 11’’22 e Nappi nei 20o in 20’’77), reggere il mezzofondo veloce (800 con De Noni) e persino marciare (due argenti dai 10 mila in pista: Disabato e Di Fabio); e sono capaci di fare squadra: l’oro della 4x100 lanciata in ultima frazione da Kelly Doualla (Pagliarini, Valensin, Castellani le altre) è un gioiello prezioso però sono i due bronzi nella 4x400, uomini (Omodia, Salemi, Mancini, Giliberto) e donne (Meletto, Frattaroli, Caglio, Macchi), a dare il senso di un’onda lunga capace di arrivare fino ai Giochi di Brisbane 2032, il posto dei canguri e delle fragole dove Speedy Kelly avrà soltanto 22 anni.