Dopo l’ordinanza del Comune di Milano che impone lo stop alle consegne nelle ore più calde della giornata, i rider scendono in piazza per chiedere alle piattaforme indennizzi per lavoratori che, inquadrati come autonomi e senza ammortizzatori sociali, da un giorno all’altro hanno perso una fetta della loro retribuzione. La piattaforme, nonostante l’ordinanza sia valida solo su Milano, starebbero tra l’altro bloccando anche rider operanti su altre città, nell’hinterland o a Monza. Oggi alle 18.30, davanti alla stazione Centrale, è stata convocata un’assemblea dai ciclofattorini dalla categoria Nidil-Cgil, con il supporto della Filt. L’ordinanza, "emanata certamente in chiave di tutela della salute – spiega la Nidil – rende ancora più esplicita l’esasperata condizione di fragilità dei lavoratori del settore". Da qui la richiesta alle piattaforme di "dare una risposta concreta alle gravose ricadute economiche derivanti dal fermo". Il provvedimento del Comune impone a piattaforme come Glovo e Deliveroo di limitare le consegne ma senza prevedere un paracadute economico per i cliclofattorini, che tra l’altro stanno già subendo la beffa di aumenti delle retribuzioni che, dopo l’indagine della Procura sul caporalato, si stanno traducendo in pochi spiccioli. "La recentemente rimanifestata non volontà dell’organizzazione datoriale che rappresenta Deliveroo e Glovo di aprire qualsiasi discussione sul corretto inquadramento dei lavoratori e il conseguente riconoscimento di tutte le tutele applicate ai dipendenti, compreso l’accesso alle forme di ammortizzatori sociali oggi assenti – aggiunge la Nidil – restituisce la certezza che senza un ribaltamento dei rapporti di forza o un decisivo intervento della politica, il costo della crisi climatica continuerà a ricadere esclusivamente sui lavoratori".