"Le disposizioni di riapertura confermano quanto i risultati dei monitoraggi avevano costantemente evidenziato nel corso degli ultimi mesi e consentono di guardare con serenità alla ripresa delle attività didattiche nella sede del liceo, asicurando il pieno rispetto delle prescrizioni impartite e il costante monitoraggio delle condizioni dell’edificio con l’obiettivo di garantire ambienti di studio e di lavoro sempre più sicuri". Il dirigente scolastico Roberto Olivieri ha comunicato così la riapertura del liceo Golgi, ma le preoccupazioni di alcuni genitori rimangono. "Non manderei lì mio figlio" è il commento che circola sui social.
La questione tiene banco in Parlamento, dove è stata depositata una nuova interrogazione al ministro dell’ambiente, a iniziativa dell’onorevole Devis Dori di Alleanza Verdi e Sinistra, con cui viene richiesto al governo di fare piena luce sulla gestione dell’emergenza amianto e di fare intervenire il comando carabinieri per la tutela dell’ambiente e della sicurezza energetica (Noe). L’interrogazione ripercorre le principali criticità emerse negli ultimi mesi: la dispersione di polveri durante i lavori del 23 marzo, la successiva sospensione delle lezioni disposta da Ats, il dibattito sulla riapertura del liceo e le numerose richieste di chiarimento avanzate. "Il 7 luglio Ats ha revocato la chiusura dell’edificio - si legge nell’interrogazione -. Tale atto appare come un semplice parere sanitario per un non ben definito riuso parziale, esclusi palestra e servizi igienici, con generico rinvio dei controlli ai soggetti indagati, che esige un programma di controllo e manutenzione formalizzato e avallato dall’organo di vigilanza. Inoltre il sindaco di Broni, prima autorità sanitaria del comune, non solo non ha emesso alcun provvedimento di chiusura, ma ha salutato sui social il rientro nell’edificio contaminato come successo per la comunità". Da qui la richiesta di coinvolgimento del Noe.







