Broni (Pavia), 26 agosto 2026 – Mancano pochi giorni al suono della prima campanella e la Uil chiede chiarimenti e soluzioni per gli studenti e i lavoratori del liceo Golgi rimasto chiuso dal 23 marzo alla fine dello scorso anno scolastico a causa della dispersione di fibre d’amianto.
“Siamo preoccupati – sostiene la Uil Lombardia - Coordinamento territoriale di Pavia – per l’incertezza che continua a gravare sulla comunità scolastica, sui lavoratori e sulle famiglie”. Realizzato in amianto, per anni studenti, insegnanti e lavoratori del liceo Golgi hanno convissuto con questo problema e respirato le polveri durante i lavori effettuati in primavera in orario scolastico. Per questa ragione, la Uil chiede che ciascun ente coinvolto si assuma la responsabilità di chiarire, per quanto di propria competenza, lo stato dell’arte della situazione.
L’amarezza di Carlo Barbieri
“Non possiamo permettere che l’anno scolastico sia contrassegnato dall’incertezza o da soluzioni di emergenza intollerabili per personale e studenti – sottolinea il coordinatore Uil Lombardia di Pavia Carlo Barbieri –. Chiediamo subito un tavolo di confronto trasparente e risposte rapide da parte di tutte le istituzioni competenti. In particolare, all’Ats di ricevere la documentazione ufficiale circa la piena sicurezza dei locali, che attesti soprattutto l’assenza di rischi futuri di dispersione di fibre e la totale salubrità degli ambienti. Aspetto questo su cui l’agenzia della tutela non ci ha coinvolto. Alla Provincia di Pavia e al Comune di Broni, invece chiediamo la definizione di un cronoprogramma certo ed esaustivo sui tempi di ripristino, completamento dei cantieri e rilascio delle relative agibilità”.








