"Se sei un tennista professionista ben allenato puoi giocare anche fino a 40 anni (e passa) come Djokovic, ma poi ti devi fermare, mentre noi che lavoriamo nel mondo dell’arte e dello spettacolo possiamo anche morire impegnando il nostro strumento", scherza Ian Anderson con piglio eroico quando racconta perché, cinquant’anni dopo un album dal titolo provocatorio come “Too old to rock’n’roll too young to die”, non ne voglia sapere di appendere il flauto “guerriero” al chiodo. Prova ne sia quel The Curiosity Tour che, dopo averlo visto in scena a Treviglio lo scorso novembre, lo sbarca domani a Mantova in Piazza Sordello. Legato fin dal titolo all’ultimo album “Curious Ruminant”, infatti, lo show traversa la stagione di “Aqualung” e quella di “This was” lasciando affiorare anche esperienze discografiche più recenti come “RöckFlöte” e “The zealot gene”. An.Spi.