Sarzi Amadé compie sessant’anni: un traguardo arrivato alla terza generazione per un’azienda che nasce nel 1966, quando Nicola Sarzi Amadé e la moglie Gabriella fondano una realtà familiare destinata a diventare uno dei nomi più importanti nella distribuzione italiana di grandi vini e distillati. Non una cantina, quindi, ma un mediatore commerciale – e soprattutto culturale – tra produttori e ristorazione: l’anello fondamentale che porta alcune delle bottiglie più ricercate del mondo nelle carte dei ristoranti, nelle enoteche specializzate, nelle cucine d’autore e nell’hotellerie di alto livello.

Oggi Sarzi Amadé è guidata da Claudia e Alessandro, seconda generazione della famiglia, e lavora con un catalogo che sfiora le quattrocento cantine selezionate in tutto il mondo. La Francia è uno dei suoi territori d’elezione: Borgogna, Bordeaux, Champagne, Loira, Alsazia, Rodano. In catalogo compaiono nomi come Petrus, Château d’Yquem, Domaine Armand Rousseau, Domaine Leflaive, Domaine Comte de Vogüé. Ma accanto alla profondità francese ci sono anche produttori italiani per i quali – come del resto per quelli oltralpe – ogni presentazione è superflua, da Antoniolo ad Aldo Conterno fino a Benanti, oltre a etichette internazionali, distillati, Cognac, Armagnac, Calvados, rum caraibici e whisky scozzesi. Messa così sembra solo una questione di un portfolio eccezionale: in parte lo è. Ma nel vino un catalogo di questo livello è soprattutto una rete di fiducia costruita nei decenni e un modo di leggere territori e produttori. È anche per questo che la festa per i sessant’anni organizzata ai Bagni Misteriosi di Milano insieme a Linkiesta Gastronomika, non si è limitata al brindisi di anniversario – che comunque c’è stato: Champagne Henri Goutorbe, di cui è abbastanza semplice individuare l’importatore.