Milano, 8 lug. (askanews) – Sessant’anni di attività, quasi 400 cantine selezionate nel mondo, 2.500 referenze, oltre un milione di bottiglie vendute, più di 600mila custodite nel polo logistico di Milano e un fatturato che nel 2025 ha raggiunto 12,5 milioni di euro, in crescita del 3%. Sarzi Amadè arriva così a un anniversario che cade pochi mesi dopo la scomparsa del fondatore Nicola Sarzi Amadè, morto il 21 dicembre 2025, mentre la guida resta alla seconda generazione e la terza comincia a ritagliarsi il proprio spazio.

Fondata il 12 settembre 1966 da Nicola insieme con la moglie Gabriella, l’azienda è diventata nel tempo una delle realtà di riferimento nella distribuzione italiana di grandi vini e distillati. Partita dalla bassa mantovana e inizialmente attiva su scala regionale con prodotti vinicoli Made in Italy, ha progressivamente ampliato il proprio raggio d’azione fino a costruire una rete internazionale di relazioni e un portafoglio che oggi ha nella Francia il suo asse principale, accanto a Portogallo, Germania, Stati Uniti e Spagna, oltre a una proposta ampia di Cognac, Bas Armagnac, Calvados, Rum caraibici e Whisky scozzesi. Se sul versante italiano il distributore milanese può contare su rapporti di lungo corso con produttori come Antoniolo, presente in catalogo fin dall’anno di fondazione, Aldo Conterno e Benanti, è soprattutto l’ampiezza della proposta francese a definirne il profilo. Dall’Alsazia al Rodano, dalla Loira alla Champagne, il portafoglio comprende quasi 250 Cantine tra Borgogna e Bordeaux, con nomi come Petrus, Chateau D’Yquem, Domaine Armand Rousseau, Domaine Leflaive e Domaine Comte de Vogué. I principali interlocutori restano ristoranti con cantine selezionate, cucine stellate, enoteche altamente specializzate e hotellerie di lusso.