MESTRE - Si trova ricoverato nel reparto di chirurgia toracica dell’ospedale dell’Angelo il giovane tunisino di trent’anni che mercoledì sera è stato accoltellato più volte al corpo sulla pensilina della fermata del tram in via Cappuccina 129, davanti al distretto socio sanitario dell’Ulss 3.
È lui il ferito più grave (non è escluso che ve ne siano anche degli altri, più lievi che non si sono presentati al pronto soccorso) dell’aggressione a cui quella sera hanno partecipato almeno dieci persone. Di fare chiarezza sul fatto se ne sta occupando la questura: al momento l’aggressore è ancora in fuga e le indagini per rintracciarlo sono in corso. IL RACCONTO «Erano le otto di sera quando ci siamo accorti di un gruppo di almeno dieci persone che discuteva animatamente e che si colpiva a calci e pugni», spiegano alcuni clienti della palestra Dynamis di via Cappuccina che sono riusciti a vedere il fatto proprio dalla sala pesi. «Dentro al gruppo di notavano due o tre uomini più violenti, tutto girava intorno a loro. Il fatto è durato in totale circa dieci minuti. Poco prima dell’aggressione sembrava che la situazione si fosse momentaneamente calmata, poi però è degenerata in fretta. Uno di loro ha rotto una bottiglia a terra e l’ha usata come arma, colpendo alla fine il giovane tunisino al colpo», proseguono i clienti.«L’uomo prima ha cominciato a camminare avanti e indietro nella via, sgocciolando il sangue che ancora si nota anche oggi (ieri, ndr) e poi alla fine si è accasciato a terra. Alcuni si sono avvicinati per soccorrerlo, altri sono scappati perché nel mentre erano state chiamate le forze dell’ordine. Alcuni suoi connazionali lo stavano sventolando con una maglietta, gli gridavano “Tieni duro, fratello”. Poi è arrivato il Suem e l’ha caricato in ambulanza. C’era sangue ovunque, da lontano si vedeva che gli colava lungo i pantaloni e che si teneva la mano premuta al collo, il viso era una maschera rossa. Questioni di droga, domenica sera c’era stato un caso molto simile, con la polizia era intervenuta per un’altra lite a colpi di cocci di bottiglia. Abbiamo sentito la polizia che lo fermava dicendogli “Stai a terra”».LE INDAGINI L’aggressore, al momento, è ancora in fuga. Gli inquirenti stanno passando al setaccio tutte le telecamere di sorveglianza della via per cercare di comprendere in che modo sia nata l’aggressione. Gli agenti stanno anche ascoltando tutti i testimoni presenti al momento del fatto per comprendere quante persone fossero effettivamente presenti al momento del fatto. Nel frattempo il trentenne accoltellato si trova ancora nel reparto di chirurgia toracica dell’ospedale dell’Angelo. L’uomo per il momento ha una prognosi di venti giorni per le ferite che ha riportato durante l’aggressione. Solo poche ore prima era capitata un’altra aggressione a bordo di un autobus in via Miranese, sebbene sia esclusa la correlazione tra i due fatti gli agenti stanno facendo accertamenti anche a riguardo per escludere qualsiasi punto in comune.







