TREVISO - «Papà mi dà le botte. Una volta mi ha bruciato sul polso con una lampadina. E quando non ci sono io se la prende con mia sorella. Fa male anche alla mamma». È partito tutto da queste confidenze, fatte da un bimbo di all'epoca 11 anni alle proprie insegnanti. Aveva iniziato la prima media in un istituto del trevigiano da neanche due mesi. Eppure in quel poco tempo era già arrivato a manifestare la richiesta di vedere uno psicologo a scuola. Così le insegnanti, e poi la preside, non ci hanno pensato due volte e hanno subito preso in mano la situazione segnalando quando rivelato dal ragazzino alle forze dell'ordine. Era il novembre del 2022. Il bambino (ascoltato poi dagli inquirenti in incidente probatorio), la sorella (che ha tre anni in meno di lui) e la mamma sono poi stati portati al sicuro in una comunità protetta e ora vivono sereni in un'altra città. Ma il caso, dopo la segnalazione della scuola e dopo che la madre del bimbo praticamente contestualmente si era recata in questura per sporgere denuncia contro il marito dopo un'accesa litigata, ora approda anche nelle aule del tribunale di Treviso.

Alla sbarra, accusato dell'ipotesi di reato di maltrattamenti, c'è finito appunto il padre del ragazzino (difeso dagli avvocati Stefano Simion e Andrea Gumina). Ieri in aula, oltre alla preside dell'istituto, a un insegnante e a degli agenti di polizia giudiziaria, è stata sentita davanti ai giudici del collegio la mamma del bimbo (rappresentato dai legali Paola Porzio e Luisa Gatto) nonché moglie dell'imputato.IL RACCONTO A spingere la donna a rivolgersi alle forze dell'ordine è stato in particolare un episodio, che risale al novembre di quattro anni fa appunto. Proprio pochi giorni dopo - stando a quanto ha raccontato la donna - di quando il figlio le ha chiesto di vedere uno psicologo. «Quel giorno Andrea (nome di fantasia, ndr) era tornato a casa da calcio tutto contento, dicendo che aveva segnato un gol. Mio marito ha iniziato ad arrabbiarsi. "Pezzo di m...a, schifoso, perché a me non dici che hai fatto gol" ha urlato ad Andrea tra le parolacce. "Papà guarda che l'ho detto a tutti" gli ha risposto lui». Ma questo, secondo quanto riferito dalla donna in aula, non sarebbe bastato a frenare le escandescenze dell'uomo: «A Laura (l'altra figlia, nome di fantasia, ndr) ha intimato di sedersi a tavola: "Mangia, non aspettare quel pezzo di m...a" le ha detto riferendosi al fratello - ha proseguito la signora in aula - E poi le ha tirato uno schiaffo. Ho sentito lo schiocco, poi ho visto Laura che si teneva la mano sulla guancia, dove aveva un segno rosso». Poi l'uomo sarebbe salito al piano di sopra: «Ha iniziato a distruggere l'albero di Natale, vedevo le palline cadere dalle scale».La moglie lo avrebbe così raggiunto per cercare di placarlo: «Ma lui ha iniziato a darmi pugni alla testa» ha detto la donna davanti al giudice. È stato in quel momento che, con grande prontezza, sempre secondo quanto riferito dalla donna in aula, è entrato in scena il figlio (che, lo ricordiamo, aveva solo 11 anni). «Mentre mio marito mi picchiava mi è caduto il telefono - ha riferito la donna -. Andrea l'ha preso e si è chiuso in bagno. Lì ha chiamato la polizia mentre suo papà gli urlava picchiando sulla porta di non chiamare nessuno». È stato così che il 113 e il 118 si sono precipitati a casa dei due coniugi. Gli agenti hanno racconto la versione di entrambi, pur non riscontrando segni evidenti di violenza sulla donna o sui figli secondo quanto ha riferito uno di loro in aula. È stata la donna, il giorno dopo, su consiglio di un operatore del Suem intervenuto, a recarsi in questura per sporgere denuncia contro il marito. È rimasta però sorpresa quando agli agenti risultava già un'altra denuncia: del marito nei suoi confronti sempre in relazione all'episodio della sera prima. Recentemente la donna è stata condannata a 4 mesi per lesioni proprio in seguito a quella denuncia.Sempre secondo quanto riferito da lei ieri in aula, gli episodi di aggressività del marito sarebbero iniziati ben prima di quel novembre di 4 anni fa: «Dieci anni fa aveva affittato un bar. Era sempre arrabbiato e aggressivo. Diceva che non lo aiutavo e che faceva tutto lui. Insultava Andrea fin da quando aveva 6 anni. E lo picchiava. Una volta sono dovuta intervenire per difenderlo perché era in soggiorno che gli stava dando le botte». Dopo questo episodio la donna, col figlio, è dovuta ricorrere alle cure del pronto soccorso. Ma non finisce qui: «Lui (il marito, ndr) faceva fare ad Andrea anche dei "lavoretti". Gli faceva girare il cemento per costruire una casetta in giardino. Andrea lo aiutava ma piangeva, non voleva. E mio marito gli diceva che doveva fare l'uomo».Aggredisce e minaccia la mamma che gli nega i soldi per comprare alcol e droga: 27enne in manette dopo tre anni di maltrattamenti