<p>La transizione ecologica può diventare una leva di sviluppo per la Sicilia, a condizione che riesca a conciliare tutela del paesaggio, innovazione, ricerca scientifica, crescita economica e coinvolgimento delle comunità locali. È questo il messaggio emerso dal convegno "Sicilia tra minaccia climatica e opportunità.
Energia, paesaggio, pesca e sviluppo: come costruire una transizione condivisa", svoltosi a Trapani su iniziativa della Fondazione UniVerde, del Cnr, attraverso il Dipartimento Scienze del Sistema Terra e Tecnologie per l'Ambiente (Dsstta) e l'Irbim, insieme alla Stazione Zoologica Anton Dohrn – Sicily Marine Centre.
Ad aprire i lavori sono stati il presidente del Libero Consorzio Comunale di Trapani, Salvatore Quinci, e il presidente della Fondazione UniVerde, Alfonso Pecoraro Scanio, che hanno richiamato la necessità di uno sviluppo capace di valorizzare le risorse naturali dell'Isola senza comprometterne il patrimonio ambientale.
Francesco Petracchini, direttore del Dsstta-Cnr, e Gian Marco Luna, direttore del Cnr-Irbim, hanno illustrato il quadro scientifico degli effetti del cambiamento climatico sulla Sicilia e sul Mediterraneo, sottolineando il ruolo decisivo della ricerca nell'affrontare fenomeni quali siccità, aumento delle temperature marine e trasformazione degli ecosistemi.











