Il ministero della Giustizia ha rivendicato come vittoria l’assunzione di circa 6.900 funzionari dell’Ufficio per il processo (Upp), fondamentali per lo smaltimento dell’arretrato e il cui contratto finiva insieme al Pnrr. Il Csm ha emanato una delibera sull’organizzazione che chiede che i funzionari rimangano in questo ruolo e non sopperiscano ai vuoti di organico amministrativo. I sindacati sono sul piede di guerra contro il Consiglio, di cui criticano l’ingerenza. In questo pasticcio con molte parti in causa sorge un interrogativo: queste assunzioni garantiranno la stabilizzazione dell’ufficio per il processo, considerato fondamentale per velocizzare i processi? La risposta è che probabilmente non sarà così, come spiega Barbara Fabbrini, giudice del tribunale di Firenze e già Capo dipartimento dell'organizzazione giudiziaria di via Arenula.

Perché il sindacati se la sono presa con il Csm?

Credo ci sia stato un cortocircuito comunicativo. Il Csm si è sempre occupato di organizzazione degli uffici e le sue linee guida non fanno altro che affermare che l’ufficio per il processo è fondamentale. Il pericolo è che questa polemica offuschi il risultato storico raggiunto dagli uffici giudiziari centrando gli obiettivi Pnrr, per cui vanno ringraziati i magistrati, il personale amministrativo e gli addetti all’Upp che hanno creduto nel progetto. È stato possibile grazie queste risorse aggiuntive ed è frutto del lavoro di tutti e ora l’obiettivo è stabilizzare la situazione attuale.