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Avevano vinto un bando regionale, completato la prima fase del percorso e aspettato per anni che la Regione mantenesse la parola. Poi, il silenzio. Ora, a distanza di oltre un decennio, il Tribunale di Catanzaro ha dato loro ragione, condannando la Regione Calabria a risarcire tre donne con 10.000 euro ciascuna assistite dall'avvocato Giuseppe Minissal.La sentenza n. 2706/2026, pubblicata il 23 giugno scorso, riguarda il progetto regionale "Lavori Regolari", finanziato con fondi europei POR Calabria FSE 2007/2013. Il programma prevedeva un percorso in due fasi per giovani laureate disoccupate o inoccupate: una prima fase formativa, seguita da una seconda che avrebbe dovuto aprire le porte a incentivi economici fino a 20.000 euro a fondo perduto, microcrediti o assunzioni presso aziende aderenti.Le tre ricorrenti avevano completato regolarmente la prima parte del progetto. Ma la seconda fase non è mai partita. Nonostante ciò, per anni la Regione aveva continuato a muoversi come se il progetto dovesse proseguire: aveva pubblicato l'elenco delle aziende interessate, nominato una commissione di valutazione, e nel 2018 aveva persino chiesto alle beneficiarie di confermare la propria disponibilità e il permanere dei requisiti di disoccupazione. Una sequenza di atti e comunicazioni che, secondo il Tribunale, ha generato nelle tre donne un affidamento ragionevole e concreto sulla prosecuzione del percorso.







