Il leader M5s dal palco di Napoli evoca il pericolo di una guerra cognitiva occidentale contro Mosca, e i Dem non sanno che pesci pigliare. I riformisti sul piede di guerra (Gori: "Come possiamo far finta di niente?”) gli uomini di Schlein fanni i vaghi ("La destra fa disastri e dovremmo commentare Conte?"). Alfieri ci prova: "È pragmatico, faremo sintesi". Quale, nessuno lo sa
Aggiornato alle 20:42
Nel Partito Democratico l'imbarazzo è innegabile. Ma più forte è la convinzione che per governare tocca farlo “con e nonostante Giuseppe Conte”. La pietra dello scandalo, con furbizia consumata, il presidente del Movimento 5 Stelle l’ha scagliata dal palco di Napoli. "Hanno costruito una minaccia russa che non esiste per convincerci ad armarci fino ai denti”. Un assist a riformisti e centristi, un’uscita più sguaiata delle proteste di Potere al Popolo sotto al palco.
La festa è stata rovinata dagli schiamazzi, dalle mediazioni infrante.










