L'analisi a Huffpost di Claudio Bertolotti (Start Insight) che registra “una serie di criticità oggettive, su quantità, tempo, coesione politica. Oltretutto non cambiano l’esito della guerra, ma incidono sulla soglia del dolore”. E del generale Giorgio Battisti: “È un segnale per Mosca, ma per Kiev è solo un primo passo per dotarsi dei missili intercettori: è più probabile una produzione collocata in un Paese europeo”

La disponibilità del presidente americano Donald Trump a concedere all’Ucraina la licenza per produrre i missili intercettori Patriot è stata accolta con un’insolita moderazione da parte di Mosca. Interpellato sulla questione, il portavoce del Cremlino Dmitry Peskov ha commentato che “è un fatto evidente: le forniture Usa di armi e tecnologie militari all'Ucraina sono in pieno svolgimento, ne siamo consapevoli.