Luigi Scordamaglia, amministratore delegato di Filiera Italia, di ritorno dal Summer Fancy Food di New York, racconta all'Adnkronos il successo dell'agroalimentare italiano sul mercato statunitense.

Luigi Scordamaglia, amministratore delegato di Filiera Italia, è appena rientrato dagli Stati Uniti dove ha accompagnato le imprese italiane al Summer Fancy food Show di New York, fiera di riferimento dell’industria agroalimentare del Nord America. Il manager, intervistato dall’Adnkronos, commenta a caldo l’andamento del business e dell’export agroalimentare tra Italia e Usa.

Dottor Scordamaglia, che aria si respirava quest’anno al Fancy Food, l’export agroalimentare in Usa sta subendo contraccolpi per l’introduzione dei dazi ?

“Certamente l’agroalimentare ha risentito dei dazi nel 2025 e, soprattutto, nei primi mesi del 2026, con cali anche a due cifre delle esportazioni verso gli Usa. Tuttavia, più che all’effetto diretto dei dazi, questa flessione è riconducibile all’indebolimento del dollaro, all’incertezza e all’inflazione, che ha eroso il potere d’acquisto dei consumatori americani. Ad aprile abbiamo comunque registrato un primo rimbalzo delle esportazioni, poi parzialmente rientrato. Se nei prossimi mesi sarà garantito un quadro di maggiore stabilità, ci aspettiamo di recuperare entro la fine dell’anno gran parte delle perdite e di tornare a crescere negli anni successivi”.