| 9 Luglio 2026 11:06 |

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Roma, 9 lug. (askanews) – Un pacchetto di misure per contrastare l’emergenza abitativa, per la riforma della legge sulla professione di mediatore, il ddl di delega al governo per l’adozione del codice dell’edilizia. Sono i temi sui quali Maurizio Pezzetta, Vicepresidente Vicario di Fimaa Italia-Confcommercio, si è confrontato con l’on. Alice Buonguerrieri (FdI), membro della Commissione Giustizia della Camera, nel corso di un incontro.

Il vicepresidente vicario ha affrontato in maniera analitica la questione delle locazioni residenziali, smentendo il luogo comune secondo cui l’emergenza abitativa sarebbe legata alla forte espansione delle micro-strutture ricettive. “Le locazioni brevi e turistiche interessano appena il 2% del patrimonio immobiliare nazionale. Nelle città a forte vocazione turistica si arriva al massimo al 6%, come nel caso di Firenze” ha detto Pezzetta. “L’emergenza abitativa è in realtà legata al fenomeno degli immobili vuoti. In Italia si contano circa 8,5 milioni di case sfitte su un totale di 35,6 milioni. Secondo una stima prudenziale, c’è un bacino tra i 5,5 e i 6 milioni di queste abitazioni da cui sarebbe possibile far ritornare sul mercato un grande numero di immobili da destinare alla locazione, che contribuirebbero quindi in maniera significativa alla soluzione di questa emergenza che ha ormai carattere sociale. I proprietari – ha spiegato ancora Pezzetta – preferiscono rinunciare a una fonte di reddito, perché temono di non rientrare in possesso dell’immobile al termine del contratto o in caso di morosità dell’inquilino, e perché ritengono che la tassazione sia troppo elevata. “Gli immobili ci sarebbero, non mancano, ma è necessario restituire fiducia a questi proprietari, intervenendo quindi sia sul profilo fiscale, sia su quello delle garanzie se si vuole far tornare sul mercato questi appartamenti”. La Federazione propone di introdurre una serie di esenzioni e agevolazioni fiscali, in particolare per gli immobili locati con contratti 4+4, o a categorie svantaggiate, come studenti, giovani lavoratori e famiglie a basso reddito, oppure ancora nei casi di morosità. Tra le varie proposte per restituire fiducia ai proprietari, è stata ribadita quella di creare una banca dati nazionale dei procedimenti di sfratto per morosità, sul modello dei sistemi informativi utilizzati per l’accesso al credito. In questo modo si premierebbe anche il valore locativo degli inquilini che si sono sempre mostrati corretti.