La tregua è già un ricordo. In Medio Oriente sono tornate a cadere le bombe, i prezzi di petrolio e gas tornano a mostrare una forte volatilità e la preoccupazione cresce ben al di là dei confini del Golfo persico. I vertici dell’Agenzia internazionale dell’energia (Iea), del Fondo monetario internazionale (Imf), della Banca mondiale (Wbg) e dell’Organizzazione mondiale del commercio (Wto) si sono riuniti per esaminare la situazione dal punto di vista energetico, commerciale, economico e valutare l’impatto che a livello globale potrebbe avere il perdurare delle ostilità. I partecipanti all’incontro hanno giudicato prioritaria la riapertura dello Stretto di Hormuz e la risoluzione del conflitto per contrastare le forti tensioni sui mercati energetici e commerciali. Nonostante l’economia globale si sia dimostrata resiliente in questi mesi, è stata la valutazione comune, l’impatto resta disomogeneo tra i vari paesi con rischi di inflazione, rallentamento della crescita e insicurezza alimentare. Le quattro istituzioni hanno concordato di continuare a monitorare la situazione, pronte a intervenire insieme per supportare e rafforzare la resilienza delle nazioni più vulnerabili, ma hanno anche deciso al termine della riunione di rilasciare la seguente dichiarazione, che riportiamo integralmente:
In Medio Oriente tornano le bombe: nota congiunta per la fine delle ostilità di Fmi, Iea, Omc e Banca mondiale
La tregua è già un ricordo. In Medio Oriente sono tornate a cadere le bombe, i prezzi di petrolio e gas tornano a mostrare una forte volatilità e la preoccupazione cresce ben al di là dei confini del Golfo persico. I vertici dell’Agenzia internazionale de









