Alla Cité internationale universitaire di Parigi, il designer italiano ha presentato una collezione che rompe con l'immagine rigida della couture: silhouette leggere, tecnologia 3D e un look spettacolare indossato da Gigi Hadid

Pierpaolo Piccioli ha presentato la sua prima haute couture per Balenciaga con una frase molto semplice: «Volevo trasformare l’immagine della donna in abito da sera in qualcosa di più “cool”». Non nel senso superficiale e banale del termine: abiti ancorati alla vita reale, contemporanei e che si possano immaginare addosso a una persona vera, in movimento, nel mondo di oggi. L’8 luglio 2026, alla Cité internationale universitaire di Parigi, Piccioli ha debuttato con la collezione autunno-inverno 2026-2027. Dopo anni da Valentino, ora è alle prese con una maison completamente diversa. Nera, scultorea, avanguardista. E il risultato è una delle collezioni haute couture più interessanti degli ultimi anni.

Leggerezza come rivoluzione: il debutto haute couture di Pierpaolo Piccioli per Balenciaga

Balenciaga evoca immediatamente volumi enormi, silhouette sculturali, nero totale. Piccioli ha preso tutto questo e lo ha alleggerito. «Questa collezione è una successione di variazioni attorno a un’unica idea: la leggerezza, il dialogo con il corpo, la ricerca di un’immagine contemporanea», ha dichiarato il designer a Vogue France. La sensazione di leggerezza non è solo estetica, è costruttiva. Piccioli ha eliminato quasi tutta la struttura interna degli abiti, affidando la forma al tessuto stesso. Il corpo si muove liberamente, il vestito lo segue. «Capire come i vestiti si muovono è fondamentale», ha spiegato sempre a Vogue France. «È lì che si capisce perché c’era così poca struttura interna: tutto si regge sul tessuto e sulla sua capacità di assecondare il gesto». Il risultato è una couture che si muove.