In un canale di Porto Marghera, circondato da capannoni industriali e infrastrutture portuali, galleggia uno degli scafi più misteriosi della nautica italiana. Si chiama Bucintoro e, nonostante l’aspetto ormai segnato dal tempo, racconta una storia fatta di grandi ambizioni, tecnologia e occasioni perdute.

L’imponente imbarcazione, lunga quasi 60 metri, nasce all’inizio degli anni Novanta da un’idea di Raul Gardini, l’imprenditore che in quegli anni guidava il gruppo Ferruzzi-Montedison e che aveva trasformato la vela in uno dei simboli della propria visione imprenditoriale.

Un veliero destinato a entrare nella storia

Il Bucintoro avrebbe dovuto rappresentare un progetto senza precedenti. L’obiettivo era costruire il veliero più grande, veloce e tecnologicamente avanzato del mondo, utilizzando materiali compositi innovativi e le migliori competenze disponibili nel settore nautico.

Il progetto venne affidato al celebre designer navale Germán Frers, mentre gli interni sarebbero stati firmati dall’architetta Gae Aulenti.