Una nuova forma di stimolazione cerebrale profonda (Dbs, Deep brain stimulation) potrebbe cambiare la vita di milioni di persone colpite dalla malattia di Parkinson. Il sistema, messo a punto da un team di ricercatori dell'Università della California - San Francisco (Ucsf), è capace di adattarsi in tempo reale a ogni singolo passo compiuto da un paziente, trasformando la tecnologia esistente in un impianto "pensante" in grado di correggere i disturbi del cammino. Lo studio è stato pubblicato sulla rivista Nature Medicine.

Un pacemaker cerebrale

Come spiega Doris Wang, professoressa di chirurgia neurologica e autrice senior dello studio, camminare è una dinamica che richiede una coordinazione molto precisa tra le due metà del corpo, ed è una delle maggiori sfide per i malati di Parkinson. A oggi la qualità di vita dei pazienti può essere migliorata con un impianto cerebrale, un chip collegato a un dispositivo che invia un segnale elettrico fisso e costante, ma i ricercatori della Ucsf cercavano un modo per diminuire o addirittura risolvere le problematiche riscontrate ancora dai malati. Il loro approccio, dunque, è stato differente: innovare la tecnologia esistente in modo che lavorasse insieme al paziente per adattarsi ai suoi movimenti. Ed è quello che hanno fatto. Proprio come un pacemaker cardiaco rileva il ritmo del cuore e interviene con un impulso elettrico solo quando è necessario regolarlo, infatti, il nuovo sistema ascolta il ritmo del cervello durante la camminata.