Il Comando centrale statunitense ha dichiarato di aver colpito circa novanta obiettivi militari iraniani: sistemi di difesa aerea, radar costieri delle Guardie della Rivoluzione, depositi di missili e droni, postazioni antinave lungo la costa. È un'escalation rispetto alla notte precedente, quando gli attacchi avevano interessato un'ottantina di siti, in rappresaglia per un raid iraniano contro tre petroliere nello Stretto di Hormuz. Teheran ha risposto lanciando droni e missili contro le basi Usa di Arifjan e Ali al-Salem, in Kuwait, e di Juffair e Sheikh Isa, in Bahrein, promettendo di estendere la rappresaglia “ad altre basi americane nella regione” in caso di nuovi attacchi. Il negoziatore capo iraniano Mohammad Bagher Ghalibaf ha scritto su X: “Lo Stretto di Hormuz si apre solo con gli accordi iraniani, non con le minacce americane”.Il ministero della Salute iraniano ha contato quattordici morti e settantotto feriti negli attacchi delle ultime quarantotto ore in cinque provincie. A Chabahar, sulla costa meridionale, alcuni frammenti di ordigni hanno raggiunto l'ospedale Imam Ali e la torre di controllo del traffico marittimo della zona franca è stata danneggiata. La centrale nucleare di Bushehr, secondo i media di Teheran, risulta intatta. Il traffico nello Stretto di Hormuz si è quasi azzerato: martedì lo hanno attraversato appena quattordici navi cargo, contro una media di trentaquattro transiti al giorno nelle tre settimane successive al memorandum d'intesa firmato da Washington e Teheran il 17 giugno. Il Dipartimento del Tesoro americano ha revocato, con effetto dal 7 luglio, la licenza che dal 21 giugno permetteva la vendita di petrolio iraniano.Quel memorandum, che apriva sessanta giorni di negoziato dopo la tregua di aprile, è ora messo in discussione da entrambe le parti. Trump, di ritorno dal vertice Nato di Ankara - dove, secondo le prime ricostruzioni, avrebbe dato l'ordine della nuova ondata di raid - ha detto che l'Iran vuole “tanto” un accordo, aggiungendo di non sapere “se onorerà l’intesa. Questa è una rappresaglia per il bombardamento di navi da parte dell'Iran avvenuto ieri. Se dovesse succedere di nuovo, la situazione peggiorerà notevolmente”, ha scritto su X. Funzionari statunitensi citati da Axios stimano che l'attuale escalation possa durare da pochi giorni a un mese intero, a seconda che l'Iran continui o meno gli attacchi alle petroliere.